Silver Sinner 37 Layla #3
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37 Layla #3

«Ma continuo a tornare al fatto che non voglio più scappare e nascondermi.

Non voglio che Madeline sia limitata in ciò che può o non può fare.

E perfino i miei piani più accurati crollano, perché cosa le succederebbe se accadesse qualcosa a me?

Se mi ammalassi o avessi un incidente e morissi prima che fosse abbastanza grande da capire qualcosa?

E più di tutto, egoisticamente...» Alzo lo sguardo e incontro i suoi occhi.

«Non voglio perderti. Ho perso così tanto a causa di Trik e dei suoi giochi.

Ho perso la mia migliore amica per colpa sua e dei suoi fottuti intrighi.

Ho quasi perso Maddie, te e la mia stessa vita. Non voglio perdere altro.»

Le spalle mi si sollevano in un sospiro profondo e stanco.

«Ma... crescere Maddie in un mondo criminale...

insegnarle chi è e che centinaia di criminali violenti la conoscono e avranno pregiudizi basati su chi è suo padre...

come faccio a tenerla al sicuro in un mondo simile?

Come faccio a proteggerla così bene che resti al sicuro molto tempo dopo che noi non ci saremo più? »

«Se posso?» dice Pierce con dolcezza.

Annuisco.

«Io... non ho mai conosciuto nulla di diverso da un mondo che gira intorno al denaro e agli atti criminali.

Per me, non esiste altro mondo. Quindi ti parlo col cuore quando ti dico che ci sono dei modi.

Se vuoi, può imparare. Può imparare a combattere e a difendersi, a distinguere le persone fidate dai ratti, a ottenere successo in un mondo in cui il tuo nome determina il tuo valore.

Non è perfetto. Dio sa che non è sicuro.

Ma essere dentro il giro e sapere come difendersi è infinitamente meglio che restarne fuori senza avere la minima idea di nulla. »

Ha senso. In fondo, so che questo è sempre stato il destino di Madeline. Trik aveva reso chiaro che il desiderio di Pavel di avere un erede e una stirpe forte avrebbe sempre prevalso su tutto, quindi anche senza Pierce nella mia vita sarebbero venuti a prenderla, prima o poi.

Probabilmente prima, e con più morti.

«Puoi tenerla al sicuro?»

«Con ogni mio respiro», promette Pierce.

«E me?»

Le sue dita si flettono per un istante tra le mie. «Quella non è nemmeno una domanda.»

«Puoi insegnare anche a me?» Raddrizzo le spalle. «Non voglio mai più trovarmi in una situazione simile, ma se dovesse succedere di nuovo, voglio essere in grado di difendermi. Non sto dicendo che voglio uccidere la gente o cose del genere, però...» Deglutisco a fatica. «Puoi insegnarmelo?»

Pierce annuisce prima ancora che io abbia finito di parlare. «Certo che posso. Questo...» Le guance gli si tingono improvvisamente di rosa e cambia postura. «Questo significa che resterai?»

Annuisco lentamente. «È la cosa più sicura che mi venga in mente.»

«Resterai... con me?»

Nonostante il grigio tra i capelli e le rughe che decorano il suo bel viso, mi colpisce quanto sia adorabile quando si lascia sopraffare dal nervosismo.

Sapere che Maddie può avere qualunque vita desideri, restando al sicuro e capace di proteggersi, è tutto ciò che posso chiedere.

E subito dopo, per quanto egoista sia, sapere che Pierce sarà lì.

«Ti sei perso la parte in cui ero triste perché non avresti potuto scappare con me?

» mormoro, intrecciando le nostre dita. «Se devo essere sincera, e dato che è tutto ciò che siamo stati mentre parlavamo, ormai non riesco a immaginare la mia vita senza di te.

Tutto quello che hai fatto per me senza chiedere nulla in cambio, salvare me e Maddie più volte, prenderti cura di me come se fossi qualcosa di prezioso...

mi fai sentire al sicuro. Protetta. Ecco perché non ho mai preso sul serio le minacce di Trik: come poteva valere il mio tempo, quando avevo te su cui concentrarmi? »

Il rosa non svanisce dalle guance di Pierce e il suo sorriso si allarga. «Quindi ti piaccio ancora?»

«Sei ridicolo.»

«Ti piaccio, vero?» Tenendo la sua mano nella mia, si sposta lentamente attorno al bancone finché non mi sta davanti.

«Ti rendi conto che Maddie e io siamo un pacchetto unico, vero?»

«Tu hai Maddie, io ho Moses.» Pierce alza una spalla. «Potranno intrattenersi a vicenda.»

«Moses sarà felice che tu lo proponga come babysitter a tempo indeterminato?»

«Forse. Non mi interessa.» Gli occhi gli scintillano e si sporge lentamente in avanti, probabilmente per rispettare i miei desideri di prima.

È troppo lento per i miei gusti. Gli cingo il viso con l'altra mano e una scintilla d'energia pulsa tra noi, facendomi accelerare il cuore.

Mi sollevo in fretta e schianto la bocca contro la sua in un bacio impacciato, leggermente disordinato.

Per la prima volta da settimane la mia mente tace e Pierce, esitante dapprima, alla fine si abbandona al bacio.

«Sei sicura?» mormora Pierce contro le mie labbra.

«Sei l'unica cosa sulla quale non ho alcun dubbio», sussurro, baciandogli il labbro inferiore e poi accarezzandogli la mandibola mentre mi allontano. Settimane di desiderio mi si raccolgono bollenti nel ventre. «Allora... lo vuoi ancora quel panino per pranzo?»