Silver Sinner 32 Layla
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32 Layla

LAYLA

Com'è possibile che questa sia la mia realtà?

Pierce è nella mafia.

Sono seduta sul letto della stanza in cui Trik mi ha sbattuta, giocherellando con il ciondolo al collo e fissando fuori dalla finestra il... nulla.

Ieri, a quest'ora, ero emozionata all'idea di cucinare per Pierce.

Avevo intenzione di dirgli quanto tenessi a lui durante la cena, stavo pianificando cosa preparare e persino cosa mettere da parte per Maddie, nel caso non fosse riuscita a calmarsi.

Adesso guardo una tenuta in mezzo al nulla, con l'orrida presenza di Trik che mi aleggia addosso e l'uomo che amo incatenato in qualche dannato seminterrato.

E sposerò Trik.

Che altra scelta avevo, se non dire di sì? Senza Maddie con me, non posso sapere cosa le farebbe, e ha già chiarito che per lui vale più di me. Fare tutto il possibile per restare vicina a mia figlia è istinto, ma... Pierce?

Immobiliare.

In qualche modo, la rivelazione non è sconvolgente quanto pensavo sarebbe stata.

La conferma che Pierce è un criminale, un capitano della criminalità organizzata, è più una conclusione che uno shock.

Come se tutti gli indizi che avevo ignorato, tutte le domande silenziose nella mia mente e tutte le cose misteriose rimaste senza risposta su Pierce tirassero finalmente un sospiro di sollievo davanti alla verità.

Il suo tatuaggio è stato probabilmente l'indizio più evidente.

Trik e tutti gli altri uomini che avevo visto al bordello avevano tatuaggi che li collegavano a una famiglia o a un'organizzazione, e per loro era normale.

Proprio come è normale per Pierce. E poi le sue ricchezze, il modo in cui era piombato nella mia vita salvando Maddie senza chiedere nulla in cambio, il fatto che avesse mandato della gente al mio appartamento quando ero in pericolo.

Mi ha salvata volta dopo volta e non l'ho mai messo davvero in discussione perché mi colmava di attenzioni. Ci teneva a me. Ci teneva a Maddie.

Credo... credo di averlo sempre saputo, e di aver scelto di non guardare, perché essere amata e protetta per la prima volta nella mia vita era esaltante. Ho inseguito quelle sensazioni e ignorato Trik, ignorato tutto per lui.

Cazzo.

Non so cosa fare. Non so cosa pensare. Ogni volta che chiudo gli occhi, lo vedo appeso lì come un pezzo di manzo e il cuore mi si spezza per lui.

Voglio liberarlo, stringerlo a me e chiedergli scusa per averlo coinvolto nella mia vita di merda.

Se fossi rimasta lontana, se non avessi ceduto a quella sensazione, allora sarebbe ancora soltanto l'uomo che mangiava nel mio diner e Trik non avrebbe nulla di crudele da usare contro di lui.

La porta si apre cigolando, interrompendo i miei pensieri erranti. Sussulto e alzo lo sguardo, poi apro le braccia mentre Maddie irrompe di corsa nella stanza.

«Mamma!»

«Maddie!» Balzando in piedi, la raccolgo tra le braccia e giro su me stessa, mettendomi tra lei e l'uomo che indugia sulla porta.

«Oh mio Dio, tesoro! Mi sei mancata!» Le tempesto il viso di baci, la porto alla finestra e la poso a terra, poi le prendo il viso tra le mani e la osservo. «Stai bene? Ti sei fatta male?»

«No, mamma», risponde Maddie. «Non mi sono fatta male. Guarda!» Solo allora noto il ghiacciolo al cioccolato stretto nel suo pugno, e lei me lo tende. «Ne vuoi un po'?»

«Sto bene», dico, riuscendo a malapena a distogliere lo sguardo dal suo viso. «Dov'eri? Cos'è successo?»

Maddie si accoccola contro di me e succhia il ghiacciolo.

«Mi hanno fatto andare a letto e io non volevo.

Volevo restare sveglia, ma poi mi sono addormentata e quando mi sono svegliata, questa signora mi ha portato da mangiare e guarda!

» Si dà dei colpetti addosso. «Un vestito nuovo! E un ghiacciolo!»

Qualcuno in questa casa sa chiaramente come corrompere una bambina, e mi fa accapponare la pelle. Ma è al sicuro, illesa e di nuovo tra le mie braccia.

«Mi sei mancata.» Raccogliendola di nuovo, la stringo forte e combatto il bruciore delle lacrime dietro gli occhi, baciandole ripetutamente la guancia. «Dio, mi sei mancata.»

«Mi sei mancata anche tu, mamma. Quando torniamo a casa?»

Casa.

Che concetto.

Trik ha chiarito che non ci tornerò mai più, e mi ha in pugno.

Io vado dove va Maddie, e non sono abbastanza forte da combattere contro di lui o contro chiunque lo spalleggi.

Lo stomaco mi si contrae come stretto in un pugno e mi chino all'indietro, infilandole una ciocca dei capelli spettinati dietro l'orecchio.

«Mi dispiace, Maddie, ma non torniamo ancora a casa.»

«Non torniamo?»

«No, andiamo in viaggio.»

Il suo viso si rabbuiò leggermente. «Ma la scuola?»

«Ti... ti ricordi quando siamo andate a stare da Pierce per un po'?»

Lei annuisce.

«È un po' così. Per la scuola andrà tutto bene. Non preoccuparti.»

«Va bene!» Lo accetta senza battere ciglio e si rannicchia contro di me, tradendo il fatto che, nonostante sembri felice, è spaventata quanto me.

Negli ultimi mesi ha passato così tante cose dalle quali non sono riuscita a proteggerla.

Ora mi piegherò a tutto ciò che Trik mi chiederà, finché non troverò uno spiraglio, per quanto piccolo.

E allora lo coglierò. Forse non so combattere né usare una pistola, ma so aspettare il momento giusto e sopravvivere.

«Muoviti cazzo.» La voce di Trik risuona all'improvviso dalla porta. La guardia che ha portato Maddie è sparita e Trik se ne sta lì, con una mano infilata nella tasca della giacca di pelle. «Non ho tutto il cazzo di giorno.»

Mi alzo lentamente, tenendo una mano su Maddie. «Ce ne andiamo?»

«Sì, ovvio.» Alza gli occhi al cielo. «Andiamo!»

«Dove andiamo?»

Sta già voltandosi, ma si gira di nuovo con un grugnito. «Perché cazzo dovrei dirtelo?»

Socchiudo appena gli occhi, poi raccolgo Maddie tra le braccia. «A volte soffre il mal d'auto. Sarebbe bello sapere se il viaggio è lungo, tutto qui.»

Trik sbuffa come se l'idea fosse ridicola, e sta per voltarsi di nuovo quando qualcosa attira la sua attenzione mentre mi avvicino. «Cos'è quello?»

Stringo più forte mia figlia. «Cosa?»

«Quello.» Mi indica con un dito sottile, leggermente ricurvo verso il basso. Abbasso lo sguardo e il cuore mi si ferma. Il ciondolo. Mi sono dimenticata di rimetterlo sotto il colletto del vestito e ora le pietre preziose scintillano alla luce.

«È una collana», dico, lottando per mantenere ferma la voce.

«Col cazzo che potresti permettertela.»

Ogni parolaccia che esce dalle sue labbra alimenta la mia irritazione, ma ormai non ha più senso proteggere le orecchie di Maddie. «Era un regalo.»

«Da parte di chi?»

«Amy.» È la persona più plausibile che mi venga in mente, ma Trik non ci crede.

«Stronzate.»

«Non sono stronzate. Me l'ha regalata Amy e, considerando che usciva con tuo cugino, ha senso che potesse permettersela.»

Trik avanza finché il suo alito di sigaretta mi investe, costringendo Maddie a ritrarsi contro la mia spalla.

«Drake era un cazzo di drogato, non un appassionato di gioielli. Tutti i soldi che gli avanzavano andavano nella roba.» Trik afferra il ciondolo e sorride con aria soddisfatta. «Te l'ha dato Pierce, vero?»

Mantengo il viso più impassibile che posso e fingo persino di alzare gli occhi al cielo. «Figurati.»

«Ti si legge in faccia, stronza. Hai la stessa faccia da ebete che avevi quando te l'ho mostrato nella cella.

» Con uno strattone secco, il fermaglio si spezza e il ciondolo mi cade dal collo.

«Puttana.» Fa dietrofront e si allontana a grandi passi lungo il corridoio dove ieri mi hanno trascinata.

Altri due uomini si staccano dal muro e cominciano a scortarci verso l'ingresso.

«Trik!» urlo, mentre il panico mi invade all'improvviso. «Trik, non ucciderlo! Ti prego, non ucciderlo!»

Trik si limita a ridere. La sua risata echeggia nei corridoi finché non scompare dalla vista, e non mi resta altro da fare che lasciare che gli altri uomini scortino Maddie e me verso le auto in attesa fuori.

Cosa farà Trik? È stato già abbastanza crudele accettare un fidanzamento davanti a Pierce, ma un uomo come Trik è così perverso che non riesco a immaginare cosa farà con quella collana.

Lo strangolerà con quella? Gliela ficcherà in gola finché non soffocherà?

La mia mente corre a possibilità crudeli che mi riempiono gli occhi di lacrime, soprattutto quando usciamo e vediamo innumerevoli auto disposte in un'unica fila, piene di gente.

È come se l'intera tenuta si stesse svuotando.

Maddie si aggrappa a me mentre ci fanno salire su un'auto e la allaccio alla meglio senza un rialzo.

Ne chiedo uno e la guardia mi guarda come se fossi pazza.

«Mamma?» sussurra Maddie, fissandomi con del cioccolato sciolto attorno alle labbra. «Dove andiamo?»

«In viaggio.» Forzo un sorriso. «Come ti ho detto prima, andiamo in viaggio.»

Mi guarda, poi si sistema contro il mio fianco e mi abbraccia il braccio, infilandosi il pollice in bocca. Quella vista mi trafigge il cuore. Non lo faceva da quando era piccola. Il labbro inferiore mi trema e lo mordo forte, concentrandomi solo sul non crollare.

Poi lo sportello dell'auto si apre e Trik si infila accanto a me, senza il ciondolo in mano.

«Trik.»

«Cosa?» abbaia.

«L'hai ucciso?»

Mi lancia un'occhiata di traverso. «Sei fottutamente stupida?»

Non voglio farlo arrabbiare, ma il pensiero di Pierce morto in quel seminterrato mi rivolta lo stomaco. «Ti prego, dimmi che non l'hai ucciso.»

«Non l'ho ucciso.»

Quel poco sollievo che provo dura ben poco. «Promettimi che non lo farai.»

«Cosa?»

«Ti prego! Ti sposerò senza lamentarmi, non creerò problemi, farò tutto quello che mi chiederai, ma ti prego...» Le lacrime mi pungono agli angoli degli occhi. «Ti prego, non ucciderlo.»

Un ghigno freddo e pigro gli si insinua sul volto.

«Non lo ucciderò. Ma non perché me l'hai chiesto tu.

Non lo ucciderò perché lo tortureremo ogni singolo giorno per il resto della sua vita.

Tenergli lontana la donna che ama? Non esiste tortura più dolce.

Non ci ostacolerà mai più, perché avrà troppa paura che le sue azioni finiscano per farti del male.

Non capisci?» Trik si avvicina e mi afferra brutalmente il collo.

«Per colpa tua, non conoscerà mai più la pace. Non conoscerà mai più il potere.»

Poi la bocca di Trik si schianta sulla mia.

Non oppongo resistenza.

È facile dissociarmi e concentrarmi su Maddie rannicchiata contro il mio fianco, e su un fatto che Trik mi ha rivelato e che fino a ora non avevo considerato.

Pierce mi ama.

Mi ama.

Ormai conta ben poco, ma mi dà un piccolo conforto mentre l'auto si mette in moto con uno scossone e Trik mi spinge da parte.

Nel quadro generale, Pierce è un re della mafia. Non lascerà che il suo impero crolli per una come me. Lo so, perché è così che funziona davvero questo mondo dal quale mi sono nascosta.

Ma mi ama.

Questo soltanto mi scalda, e prego che sopravviva.

Perché anch'io lo amo.