31 Pierce
PIERCE
Layla è qui.
Com'è possibile che sia qui?
Com'è anche solo possibile?
Per un istante, la sua vista mi procura un'ondata di pace beata tanto intensa che temo di essere morto. È esattamente la persona che vorrei vedere alla fine, e il pensiero di vederla mentre muoio è uno scenario molto più sicuro del fatto che sia davvero qui.
Poi Trik le si preme addosso come se avesse qualche diritto di toccarla, e la realtà mi crolla di nuovo addosso.
È qui. È reale. Layla mi fissa con gli occhi sbarrati e pieni di lacrime, aggrappata alle sbarre con tanta forza che le nocche perdono ogni colore.
Un livido fresco le si allarga sul viso, mentre un doloroso fremito di disgusto la percorre quando Trik le si struscia addosso e sputa fuori la verità.
Stranamente, Layla non sembra poi così sorpresa.
Mi guarda come se le parole di Trik avessero confermato qualcosa che già sapeva, ma non riesco a capire se quell'espressione sia un bene per me oppure no.
Il mio cuore rallentato comincia a galoppare nel petto mentre Trik finalmente si allontana da lei, danzando ogni passo con gioia.
«Sconvolgente, vero?» sogghigna Trik. «Ho speso tutti quei soldi per farti sparire perché, diciamocelo, l'ultima cosa di cui avevo bisogno era che tutti sapessero che avevo generato il figlio bastardo di una puttana.
Speravo che usassi quei soldi per farti una dose in qualche vicolo e crepare, risolvendo il problema. Sarebbe stato così facile.»
Layla continua a non muoversi. Rimane lì e lascia vagare lo sguardo sul mio corpo, come se stesse assimilando ogni ferita con la stessa espressione sofferente che ho visto tante volte sul volto di Moses.
Moses.
Non l'ho più visto da quando mi sono svegliato qui. Trik mi ha detto che è morto al bar e che hanno lasciato lì il suo corpo a marcire. Riesco a malapena a pensarci senza essere divorato dalla rabbia e dal senso di colpa, quindi cerco di non farlo.
«Lay...» Cerco di parlare, ma ho la gola troppo secca.
Ogni movimento fa male, ogni respiro fa scricchiolare le costole rotte nel petto, e sono quasi certo che il pestaggio feroce di Trik, quando mi sono svegliato, abbia sicuramente perforato o fatto scoppiare qualcosa dentro di me.
Nel mio addome cresce uno strano calore e non si attenua.
Le sopracciglia le sussultano al suono della mia voce e i suoi occhi tornano di scatto nei miei. «Pierce», sussurra.
«Che romantico», tira per le lunghe Trik, poi ha un violento conato. «Che schifo. Ti importa davvero di questa troia, vero? Hai idea di quanti uomini si siano fatti quel sudicio coso tra le sue gambe?»
«Allora perché non mi hai uccisa?» ribatte all'improvviso Layla, voltandosi verso Trik. «Se eri così disgustato, così vergognato di avermi messa incinta, perché non mi hai uccisa allora? Perché mi hai lasciata andare?»
«Perché?» Trik scatta in avanti e scaraventa Layla contro le sbarre. Lei grugnisce per il dolore e ogni muscolo del mio corpo si tende. Trik le stringe il collo e si china vicino, premendole le labbra sulla guancia mentre oltre lei fissa me, con gli occhi carichi di scherno.
Stringo le mani doloranti a pugno e desidero, per l'ennesima volta, di essere abbastanza forte da liberarmi.
«Perché mio padre era furibondo quando l'ha scoperto», dice Trik.
La sua lingua guizza fuori e le lecca l'orecchio.
Layla si ritrae rabbrividendo, ma non ha dove andare.
«Continuava a vomitarmi addosso tutte quelle stronzate sul fatto che ero stupido e sconsiderato e che mi sarei fatto ammazzare prima che potesse farmi sposare qualche troia e metterle dentro un erede. »
I suoi denti le afferrano il lobo e Layla geme, poi lo prende per una spalla e gli pianta il ginocchio all'inguine. Da lui esce un guaito strozzato di dolore e Layla prova a scappare, ma lui è più veloce. Il suo pugno le si abbatte sul viso e lei crolla a terra.
«Layla!» È come parlare con la bocca piena di aghi, ma il suo nome mi lacera la gola mentre lei si rannicchia sul pavimento, tenendosi il viso.
Lo ucciderò. In qualche modo. Lo farò a pezzi per averla toccata. Anche se mi odia. Anche se la verità le impedirà di guardarmi mai più, lo ucciderò.
«Guardati», mi sputa addosso Trik. «Sei come un vecchio leone che guarda un leone molto più giovane e molto più figo prepararsi a scoparsi la sua compagna.»
«Se pensi che ti lascerò toccarmi di nuovo, sei pazzo», borbotta Layla con voce impastata. Solleva il viso e da qui intravedo il sangue che le cola dal labbro spaccato.
«Non fingere di avere scelta», replica freddamente Trik. «Ho Maddie, e sappiamo tutti quanto farai la brava bambina per lei.»
La sfida di Layla si scioglie un poco mentre si rialza lentamente in piedi, servendosi delle sbarre come sostegno. «Se le fai del male, io—»
«Cosa?» la provoca Trik. «Che cazzo ci farai tu, eh?
Sei una cazzo di cameriera. L'unica cosa buona di te è che hai sfornato un erede di riserva per mio padre, perché è l'unica cosa che gli importa.
» Poi si posa un dito sul labbro inferiore.
«Be', non solo, perché quanto cazzo è stato fortunato che proprio tu sia riuscita a far innamorare di te l'intoccabile Pierce Murphy? »
«Stai zitto», ringhio con tutta la forza che riesco a raccogliere. Trik si limita a ridere.
«Eppure è vero! Voglio dire, all'inizio volevamo solo usarti per ricattarlo, perché era così cotto di te, e quegli schifosi irlandesi di questa città sono diventati troppo grossi e troppo arroganti. Ci avresti aiutati a ridimensionarlo e a rendere noi la famiglia più potente della città.»
Layla mi lancia un'occhiata, che mi aspetto piena di rabbia o tradimento, ma nei suoi occhi brilla una calda preoccupazione. Persino adesso, di fronte a tutto questo, è preoccupata per me.
«E poi voi stupidi coglioni irlandesi avete dovuto uccidere mio cugino.» Trik si pianta le mani sui fianchi e sospira.
«Te l'ho già detto», riesco a sputare. «Non ho idea di chi cazzo sia.»
«Ant», ringhia Trik. «Sei entrato nell'appartamento del suo amico e li hai ammazzati tutti e due.
Poi hai dato fuoco al posto. Te lo ricordi, vero?
Il suo amico Drake? Drake che usciva con...
» Trik si gira lentamente con un ghigno.
«La tua migliore amica Amy! Sai quanto è stato difficile organizzare tutto?
Farli mettere insieme così da poterti tenere d'occhio?
Certo, poi quei cazzo di idioti sono diventati avidi ed è andato tutto a puttane. »
Layla impallidisce quando mi colpisce la stessa consapevolezza. Ant era il terzo aggressore mascherato in casa di Layla, quello così fatto che rideva quando ho sparato a Drake proprio davanti a lui. Ecco perché il suo cognome mi suonava familiare.
«Non... sapevo che era... tuo cugino», ansimo piano. La pressione di essere appeso così mi schiaccia il petto, senza mai lasciarmi abbastanza aria da inspirare.
«Avrebbe cambiato qualcosa?» chiede Trik.
«No.» Non ha senso nasconderlo.
Layla guarda dall'uno all'altro mentre si aggrappa alla sbarra. «Tu... gli hai fatto frequentare Amy?»
«Già.» Trik schiocca le labbra. «Romantico, vero? Tutte le volte che lasciavi la piccola Maddie sola con lei e lui era proprio lì.»
Gli occhi di Layla scivolano su di me. «L'hai ucciso tu?»
Annuisco debolmente.
«Grazie», mormora Layla, ma per questo Trik le assesta un altro schiaffo.
«Che cazzo, troia? Era mio cugino, cazzo!
» Poi si volta verso di me e afferra le sbarre, saltellando sulle punte dei piedi.
«Adesso capisci? Eh? Lo capisci? Me la prendo io.
Mi prendo la donna che ami e la bambina che adori, mia figlia, e le farò sparire.
Non le vedrai mai più, mai. Non importa dove cercherai, non importa cosa farai.
Staranno con me. Me la scoperò ogni notte e crescerò la piccola Maddie perché diventi fredda proprio come me. E tu non puoi farci niente!»
«No—»
«Sì!» urla Trik, poi torna a girarsi verso Layla.
«Come ci si sente, eh? Ti ha mentito. Ha finto di lavorare nel settore immobiliare mentre per tutto il tempo era il capitano della più potente famiglia mafiosa irlandese della città.
E guardalo adesso. Guardalo!» Si slancia in avanti e le afferra il viso, e mentre Layla lotta contro di lui, non è abbastanza forte da liberarsi.
La costringe a guardarmi e i suoi occhi spalancati e terrorizzati si fissano nei miei.
«Guarda il bugiardo. Si è intrufolato in casa tua con l'inganno. Ha portato il pericolo sulla tua soglia. Attorno a tua figlia. E ti ha riportata dritta da me. Cosa pensi di lui adesso, eh?»
Non riesco a leggere la sua espressione. Fra il sangue, le lacrime e le guance schiacciate dalla sua presa, non capisco se mi odia o se prova pietà per me.
Non che abbia il tempo di capirlo, perché un secondo dopo Trik trascina via Layla, poi si lascia cadere in ginocchio davanti a lei.
«Sposami, Layla», ordina Trik. «Sposami e faremo di Maddie la perfetta damigella. Vuoi che sia felice, vero? E al sicuro?»
La minaccia nelle sue parole è inequivocabile e Layla non ha scelta.
Le ho voltato le spalle. La disperazione mi lacera il petto, un dolore diverso da qualsiasi cosa abbia mai provato.
La amo ed ero stato così cazzo di ingenuo da pensare che fosse al sicuro dal mio mondo, che avrei potuto usare il mio potere e la mia influenza per proteggerla e che non ne sarebbe derivato nulla.
Ho fatto io tutto questo.
Ho riportato il suo diavolo dritto alla sua porta.
«Sì», gracchia Layla, e il mio cuore va in frantumi.